Menu principale:
Rivalutazione della persona e della comunità
IL PRESIDIO nasce dal desiderio, avvertito da un gruppo di amici, di creare una sorta di “laboratorio” sociale di cultura e politica, che consenta di cogliere e sviluppare la modalità con cui alcuni principi condivisi possono costituire una risorsa per rispondere alle molteplici sollecitazioni poste dalla società attuale.
Il punto di partenza è la comune consapevolezza che un impegno per il bene comune, portato avanti a qualsiasi livello, risulta tanto più efficace quanto più chiara è la coscienza della propria identità, cioè dei primari valori della libertà, della persona, del popolo, della società, della sussidiarietà, dell’autonomia, dell’educazione, della famiglia e dell’intrapresa socio-
Siamo tuttavia coscienti che, nel contesto della realtà latinense di oggi, ogni iniziativa pubblica mossa da questi valori e non assimilabile al pensiero “politically correct”, ha bisogno, per reggere, non solo di una solida preparazione individuale, ma anche e soprattutto di un consenso socialmente rilevante.
Di qui l’idea di costituire un’associazione animata dalla tensione a due obiettivi essenziali:
1. offrire un punto di riferimento formativo e informativo stabile, utile a chiunque intenda approfondire i temi a noi più cari (libertà, persona, difesa del territorio, famiglia, primato della società sullo stato) di fronte agli attacchi sempre più pesanti e distruttivi che questi principi fondamentali della nostra civiltà stanno subendo;
2. e in secondo luogo sostenere l’azione di chi fra noi è impegnato in ambito pubblico, sociale e politico, nel portare avanti questi ideali, attraverso l’elaborazione sistematica di giudizi, progetti e posizioni da proporre all’interno delle istituzioni e attraverso gli organi di informazione, di fronte ai problemi che di volta in volta si presentano.
Tutelare e promuovere il fattore umano nella nostra società significa oggi, in primo luogo, proteggere e sostenere la famiglia.
Forse mai quanto in questi ultimi tempi la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e riconosciuta dalla Carta Costituzionale del nostro Paese, è resa oggetto di una campagna di aggressione e di delegittimazione che utilizza ogni mezzo, ed in particolare un malinteso concetto di libertà, per sgretolare la credibilità e la tenuta di questo istituto sul quale si regge l’intero edificio sociale e lo stesso tessuto economico della comunità civile.
Contro questo attacco esplicito e senza precedenti alla famiglia, all’istituto del matrimonio e al diritto dei bambini di avere per genitori un padre e una madre, dietro il quale si cela la volontà di distruggere alla radice la relazione educativa naturale e primaria, minando in tal modo la conditio sine qua non della crescita equilibrata dei figli, la nostra associazione intende impegnarsi in una battaglia culturale e politica senza risparmio di energie, con la consapevolezza che la posta in gioco è la dignità stessa della vita.
Diritto essenziale di ogni persona è infatti quello di poter nascere e crescere dentro una famiglia, alla quale va assicurato tutto ciò di cui ha bisogno per svolgere il proprio ruolo. A questo diritto deve corrispondere un preciso dovere della politica: quello di creare le condizioni perché la famiglia sia difesa, rispettata e valorizzata sul piano legislativo e amministrativo.
Il binomio Famiglia e Persona indica il versante più attivo ed espressivo della dimensione umana. La libertà non si esaurisce nel diritto dei cittadini singoli e associati di avere delle opinioni e di manifestarle, ma anche nella possibilità di organizzarsi e di prendere l’iniziativa in vari campi adoperandosi per l’edificazione del bene proprio e di tutti. A servizio di questo diritto la politica è chiamata ad assumere precise responsabilità e l’ente pubblico deve porsi in ciascuna delle sue articolazioni.
Siamo convinti che Latina ed i suoi cittadini siano indissolubilmente legati e tali da implicare una concezione e una organizzazione della società funzionali al principio di sussidiarietà. Sussidiarietà che, correttamente intesa, colloca la persona e le sue formazioni sociali (famiglia, organizzazioni di servizio ed imprese, ecc.) al centro dell’attenzione politica e istituzionale non in senso puramente teorico o ideologico, ma nel concreto dinamismo della realtà.
C’è, in altri termini, un dato che viene “prima” di ogni altro e precede quindi anche il soggetto pubblico, troppo spesso identificato con il protagonista indiscusso della vita civile. Questo dato è la persona con la sua libertà, con la sua esistenza, con il suo diritto ad essere riconosciuta e valorizzata in ogni ambito. Compito della politica è mettere ogni individuo nelle condizioni di poter diventare, “ciò che realmente è” , cioè di realizzare la propria natura più vera.
Soltanto in tal modo la persona sarà realmente “la” risorsa della società. Ancora, soltanto a partire da questa prospettiva unitaria, che fa perno sulla centralità e sulla libertà della persona, l’investimento nel sistema imprenditoriale e produttivo non è incompatibile con l’attenzione alle esigenze di una comunità e con la solidarietà verso le persone, le famiglie, i soggetti deboli e indigenti.
La contrapposizione ideologica tra politiche economiche e politiche di welfare esiste nella misura in cui si vuole affermare la logica dello stato assistenziale, quando cioè l’ente pubblico si autoconcepisce come l’unico soggetto titolato ad occuparsi del bene comune e tende quindi ad identificare la libera iniziativa dei privati esclusivamente con l’interesse particolare. Al contrario, è proprio l’autonoma intrapresa dei cittadini nei vari settori imprenditoriali dell’economia e dei servizi quella che può assicurare anche una risposta ai bisogni di tutti, producendo ricchezza e occupazione e rendendo possibile un’equa distribuzione del benessere.